Debussy e la Suite Bergamasque


"Clair de lune" è uno dei brani più famosi ed amati della musica di tutti i tempi, dall'atmosfera rarefatta e suggestiva e che, non a caso, porta il titolo della poesia di  Paul Verlaine " Claire de lune" che apre la raccolta intitolata "Fêtes galantes".

Il brano fa parte dell'opera "Suite Bergamasque" ed ha origine nel 1890-92 quando Debussy è ancora uno sconosciuto costretto a vendere per pochi soldi le sue creazioni agli editori, i quali però non le pubblicano, preferendo aspettare che si faccia un nome per poi guadagnarci di più.

In questo caso tuttavia, Debussy rimaneggia in seguito la sua composizione giovanile e la fa pubblicare da un altro editore nel 1905, ben 15 anni dopo, quando ormai è divenuto un autore affermato.

I tempi della "Suite Bergamasque"  ( la Suite è una forma musicale antica, molto usata dai clavicembalisti francesi del 1700 come Rameau e Couperin) sono: 

- "Prelude"

- "Menuet" e  "Passepied" ( antiche danze) 

- "Clair de Lune"

La tenera apertura del brano "Claire de Lune"  è sospesa come a mezz'aria. Dopo il dispiegarsi del canto dagli accordi di sei suoni, una pausa  in dimunuendo prepara l'entrata di un nuovo tema, sopra un accompagnamento morbidamente arpeggiato: è la sezione centrale che progressivamente si anima  fino all'espansione lirica nel registro acuto; quindi, su un lungo pedale armonico, s'intersecano un canto ed un controcanto nel registro medio. Infine, la prima sezione viene ripresa e variata, concludendosi nella coda in dissolvimento.

 

 

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